Cosa differenzia una traduzione grossolana da una professionale fatta dai nostri traduttori

La differenza sostanziale tra una traduzione di bassa qualità e una professionale è il fattore umano. Infatti, come da definizione dal vocabolario, possiamo constatare l’enorme divario tra i due servizi. Grossolana significa rozza, rustica, senza precisione o finezza, realizzata di corsa.

Le traduzioni automatiche vengono spesso effettuate tramite uno o più software e raramente sono utilizzate come base di partenza da traduttori umani, per questo si parla di traduzione grossolana. Uno dei programmi più utilizzati per avere una traduzione semplice e immediata, ma non professionale, è Google Traslate che utilizza regole e algoritmi per analizzare il testo, proponendone una approssimativa, senza contestualizzare le parole, riproducendo un risultato poco accurato.

Capita spesso di affidarsi a questa tecnologia per frasi brevi o concetti semplici, dove la traduzione può risultare soddisfacente, ma nel capo in cui un’azienda che si trova a dover tradurre un documento legale, il traduttore automatico non potrà mai carpire il contesto professionale. C’è da riconoscere che, Google Traslate ad esempio, può utilizzare i suoi algoritmi per testi tecnici, in cui compaiono termini dai significati univoci, con una minima possibilità di fraintendimento o al di fuori del contesto.

Anche se una macchina può essere in grado di evocare il senso di un testo in maniera approssimativa, lo scopo dei nostri traduttori è quello di fare un servizio ad arte, con pratiche che consentono la produzione di testi fluenti e affidabili. Uno strumento di traduzione automatica online, quindi, può funzionare solo con le parole con un significato programmato. Se invece si vuole un testo professionale bisogna incaricare il lavoro a chi presta molta attenzione alle caratteristiche del contesto. La maggior parte dei testi che ci vengono affidati hanno una forte connotazione culturale e l’intervento del traduttore umano è fondamentale per generare buoni risultati, evitando problemi nell’identificare particolari meccanismi linguistici come ad esempio i modi di dire.

Google Traslate traduce quasi tutte le lingue, ma non in maniera professionale

Google Traslate non supporta tutte le lingue del mondo, ne esistono alcune, poco conosciute, che non vengono supportare dal suo algoritmo. Questo sistema può essere una soluzione di ripiego veloce, ma non rispetta la contestualità del testo e non è in grado di tradurre lingue parlare da milioni di persone. In caso di traduzione urgente è sempre meglio affidarsi a dei madrelingua che sono in grado di capire e contestualizzare il testo in maniera professionale. Ma vediamo quali sono le lingue che non vengono supportate da Google Traduttore:

Il traduttore automatico di Google non “parla” aramaico, a differenza delle quasi 2 milioni di persone residenti in Medio Oriente. L’aramaico è una delle lingue più antiche al mondo, una delle sue versioni veniva parlata ai tempi della Bibbia.

Il valenciano è una lingua parlata da oltre 1.4 milioni di persone e non è presente nel più grande traduttore automatico online. Come per tante altre lingue, il valenciano viene classificato come dialetto del catalano anche se in molti credono che sia una lingua indipendente della Spagna.

Il bikol è parlato da oltre 2 milioni e mezzo di madrelingua, nell’isola a sud delle Filippine che si chiama Luzon. Il territorio filippino è stato fortemente influenzato dallo spagnolo, essendo stata fino alla fine del 1800 una colonia sotto le dipendenze di Madrid.

I 5 milioni e mezzo di persone che parlano Wolof non possono usare Google Traslate. Questa lingua, nativa del Senegal, non è all’interno dell’algoritmo, nonostante sia anche parlata in Gambia e Mauritania e sia in continua espansione.

Il Kirundi è la lingua ufficiale del Burundi, parlata in Uganda, Tanzania e nella Repubblica Democratica del Congo. Parlata da quasi 9 milioni di persone, non è possibile usare il traduttore automatico per conoscere anche le parole più semplici.

L’Akan è un’antica lingua africana parlata da 9 milioni e mezzo di persone, soprattutto in Ghana, Costa d’Avorio e Togo. Per tradizione, giamaicani e surinamesi raccontano favole in Akan.

L’Assanese viene parlato da 15 milioni di persone e proviene dallo stato indiano di Assan, famoso per il tè e la seta. Nonostante le sue antiche radici, risalenti ancor prima del settimo secolo AC, non ancora entrato nella lista delle lingue di Google Traduttore.

Il Bhojpuri, originaria dell’India e sud-est del Nepal, è una lingua indo-ariana ignorata dal famoso traduttore automatico, anche se negli ultimi anni sta crescendo in maniera esponenziale. Viene parlata da 40 milioni di persone anche in nei Caraibi, in Sudafrica e in alcune parti dell’Oceano Pacifico e dell’Oceano Indiano.

Il Maithili è la seconda lingua parlata in Nepal, riconosciuta tra le 22 lingue ufficiali dell’India, vanta quasi 34 milioni di madrelingua che però non possono usare Google Traduttore per testi dalla loro lingua natia in altre di destinazione.

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